
L’Union Clodiense inaugura il 2026 davanti al proprio pubblico allo Stadio Aldo e Dino Ballarin, affrontando il Campodarsego nella prima giornata del girone di ritorno. I granata ripartono dalla vittoria con cui hanno chiuso il 2025, proprio in casa, un risultato che ha dato continuità e fiducia al gruppo in vista della seconda parte di stagione. Alla vigilia del match, il Mister fa il punto sulla ripartenza dopo la sosta, sulle condizioni della rosa tra recuperi e nuovi innesti e sull’approccio necessario per iniziare il nuovo anno nel modo giusto.
Mister, si apre il 2026 e il girone di ritorno: con quale spirito riparte la squadra dopo aver chiuso il 2025 con una vittoria al Ballarin?
Lo spirito deve essere sempre lo stesso, cioè quello di riuscire a determinare le partite. Sappiamo che dopo le feste natalizie c’è sempre qualche incognita, ma vale per tutte le squadre: dobbiamo ripartire forte, consapevoli che le difficoltà ci sono per tutti.
Riprendere il campionato ancora in casa può rappresentare un vantaggio, soprattutto a livello mentale, dopo l’ultimo successo davanti al nostro pubblico?
Sicuramente stiamo prendendo confidenza con le mura casalinghe, che ci danno forza. Allo stesso tempo dobbiamo essere noi a trascinare il pubblico che viene allo stadio ad aiutarci. Giocare in casa, in questo momento, ci trasmette grande energia.
Il Campodarsego è un avversario di valore: che tipo di partita ti aspetti per questa prima giornata del girone di ritorno?
Il Campodarsego è sicuramente una squadra di valore, storicamente protagonista in questa categoria e in questo girone. Ha disputato quasi sempre i playoff e ha meno punti di quanti ne meriterebbe. Sappiamo quindi che sarà una partita molto pericolosa, ma da qui alla fine ce ne saranno tante simili.
La sosta ha permesso di lavorare su alcuni aspetti: su cosa vi siete concentrati maggiormente in questi giorni?
Abbiamo staccato un po’, poi abbiamo ripreso a lavorare sia a livello fisico sia tattico, variando in base agli avversari ma sempre tenendo conto delle nostre caratteristiche. In particolare ci siamo concentrati sull’aspetto fisico per arrivare pronti al girone di ritorno.
Per quanto riguarda l’infermeria, com’è la situazione dei recuperi? Puoi fare il punto degli infortunati in vista della gara?
L’unico ancora in dubbio è Menghi, mentre tutti gli altri sono a disposizione.
In rosa ci sono anche nuovi arrivi: che impatto hanno avuto finora e quanto possono essere importanti nel girone di ritorno?
Sono giocatori che abbiamo cercato con caratteristiche ben precise. De Paoli è duttile, può ricoprire più ruoli e ha una gamba importante: avevamo bisogno di un profilo così. Maestrelli è un 2007 e avevamo la necessità di aumentare il numero degli under; anche lui può fare più ruoli. Sono entrambi giocatori con buona corsa e velocità e spero possano essere utili per noi.
In generale, cosa chiederai ai tuoi ragazzi per iniziare il 2026 nel modo giusto e dare continuità al percorso intrapreso?
Sappiamo che dobbiamo vincere le partite, ma anche che troppa pressione non aiuta. Serve la pressione giusta, quella che ti fa stare bene e ti porta alla vittoria. Vogliamo scalare la classifica, questo è il nostro obiettivo. Fin qui abbiamo fatto un buon lavoro, ora dobbiamo continuare, sapendo che le difficoltà arriveranno, come per tutti.